A luglio il premier irlandese aveva attaccato il Vaticano e il Papa a muso duro a seguito della pubblicazione del Cloyne Report in merito ad abusi di pedofilia. L'attacco lamentava la mancanza di collaborazione effettiva con le autorità civili da parte delle autorità ecclesiastiche considerate reticenti. Il contenuto delle informazioni giunte sulla stampa italiana evidenziava la presa d'atto che le autorità vaticane non collaborando con le autorità civili in merito a un argomento tanto grave, oltre a tradire un atto di collaborazione, mortificavano la sovranità dello Stato irlandese. Tanto è vero che il primo ministro Enda Kenny inserì nel discorso la citazione della seguente frase dell'allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede Card. J. Ratzingher: "Criteri di condotta appropriati alla società civile o al funzionamento di una democrazia non possono essere puramente e semplicemente applicati alla Chiesa". Tale frase in quel discorso faceva pensare che il Vaticano si comportava con senso di superiorità impedendo alle autorità civili di perseguire crimini odiosi commessi dai propri preti e questo, ovviamente, al fine ultimo di tutelare i propri interessi. Aggressivo il signor Enda, determinato e preciso senonchè si scopre che la frase è il risultato di una manipolazione. La risposta ufficiale del Vaticano cita la fonte di quella frase e si capisce che è stata estrapolata da un periodo il quale non c'entra nulla con il significato che Enda gli attribuisce. Insomma il signor Enda esprime dei pensieri e ne coltiva altri che si fa premura di celare a chi lo ascolta, evidenziando una realtà artificiosa rispetto, insomma è un falso. Ma bravo Enda Kenny un galantuomo non c'è che dire. La frase nel suo complesso è tratta dal paragrafo 39 della istruzione del 1990 Donum veritatis rivolta ai teologi e recita complessivamente così: "La Chiesa, traendo la sua origine dall'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, è un mistero di comunione, organizzata, secondo la volontà del suo fondatore, intorno ad una gerarchia stabilita per il servizio del Vangelo e del Popolo di Dio che ne vive. Ad immagine dei membri della prima comunità, tutti i battezzati, con i carismi che sono loro propri, devono tendere con cuore sincero verso un'unità armoniosa di dottrina, di vita e di culto. È questa una regola che scaturisce dall'essere stesso della Chiesa. Non si possono pertanto applicare a quest'ultima, puramente e semplicemente, dei criteri di condotta che hanno la loro ragione d'essere nella società civile o nelle regole di funzionamento di una democrazia. Ancor meno, nei rapporti all'interno della Chiesa, ci si può ispirare alla mentalità del mondo circostante. Chiedere all'opinione maggioritaria ciò che conviene pensare e fare, ricorrere contro il Magistero a pressioni esercitate dall'opinione pubblica, addurre a pretesto un 'consenso' dei teologi, sostenere che il teologo sia il portaparola profetico di una 'base' o comunità autonoma che sarebbe così l'unica fonte della verità, tutto questo denota una grave perdita del senso della verità e del senso della Chiesa". Se il suo rigore intellettuale è questo ne prendiamo atto senza troppe meraviglie perché è in ottima compagnia; spiace sapere che la compagnia si fa numerosa. E' proprio vero, la verità sta nell'umiltà, eccetto per i nietzschiani ovviamente.
Per approfondimenti: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/09/03/campagna-dirlanda-il-contrattacco-di-roma/









































