Negli anni 70 ero un ragazzotto al quale si poneva l'obbligo di decidere da che parte stare, funzionava così per coloro i quali vedevano nella comunità l'alterità, il resto con cui confrontarsi, lo spazio in cui collocarsi. Per uno come me di temperamento istintivo, la posizione saggia dello starne fuori appariva neutra e la neutralità era senza sapore, quasi una codardia, facilmente sinonimo di mancanza di passione. Non ero una testa calda ma avevo delle cose in cui credevo dentro di me e percepivo che esse mi erano essenziali, le dovevo tutelare. Non mi ci volle molto per rendermi conto che l'ideologia di sinistra mi chiedeva di sostituirli con schemi predisposti ad obbiettivi definiti da altri; non avevo voglia di intrupparmi alla ricerca di ideali che puzzavano di bruciato lontano mille miglia. Facinorosi, parlavano di libertà ma non potevi parlare o se parlavi dovevi dire quello che volevano loro, si eccitavano con la rabbia, vi trovavano la forza che per me era imbarazzante, quasi pornografica. Quando ero piccolo servivo la Messa ed ora avrei dovuto gridare nei cortei cloro al clero. Libertà, giustizia, uguaglianza, non si poteva non aderire a 18 anni a queste parole ma erano solo parole e la reale applicazione era contro la mia natura, non potevo negare me stesso per sentirmi insieme agli altri e non lo feci. Non potevo essere neutrale, non stavo zitto, avevo da dire la mia, non tanto perché venisse considerata, quanto per la necessità di affermare che io la pensavo così ed evitare che nella notte scura tutte le vacche fossero grigie. Mi trovai meglio tra i colori di Dio Patria e Famiglia . Meglio intellettualmente intendo perché per il resto significava andare a cercarsi grane. In casa cercarono di corrompermi con denaro e doni di vario genere oltre a qualche incerta argomentazione. Fui irremovibile. Tutto sommato non feci granchè, qualche escursione notturna per attaccare qualche manifesto, qualche volantinaggio e poi i voti nelle urne oltra ad un po' di propaganda tra amici e famigliari. Rispetto alla forza coinvolgente dell'ideologia propugnata dagli altri, qui eravamo all'acqua di colonia. Non eri mai chiamato ad indagare il baratro di vendere la tua anima, dovevi prendere la forza dalle tue idee. Ragazzate perché poi quello che contava era farsi degli amici e parlare con le ragazze. Mi procurai una bandiera tricolore, molto grande che appesi ad un chiodo in camera, era il simbolo della mia opposizione. Era questo il gesto più pericoloso e compromettente, la bandiera si poteva esibire solo quando vinceva la nazionale altrimenti rischiavi di brutto, era una provocazione. Ora guardo fuori dalla finestra del mio studio e vedo due balconi difronte che espongono il tricolore, qualche anno fa hanno esposto ad oltranza l'arcobaleno con scritto pace, credo siano esibizionisti. Adesso gli stessi che allora ti chiamavano fascista se avevi la bandiera tricolore, la espongono ai balconi per mesi, cantano l'inno d'italia tutti i giorni mentre fanno l'alzabandiera. Ora gli fa comodo così e la fan girare come vogliono. Parlano di valori senza averne, perché li hanno sviliti tutti con le loro strumentalizzazioni ed ora fingono di crederci sperando che gli convenga politicamente. Così, tanto per contrapporre qualcosa alla Lega altrimenti non sanno cosa dire e pur di avere un po' d'ossigeno mentale son disposti a svilire anche il sentimento comunitario italiano pur avendolo deriso e sbeffeggiato da sempre. Vanno in piazza in difesa della costituzione pensando che gli torni a vantaggio loro ma della costituzione non gliene importa nulla, la usano come tutto del resto, per trarne vantaggio o lo sperano. Un saltimbanco ha detto alla televisione che Garibaldi è grande come Dante non ci ha detto che gli hanno mozzato le orecchie perché accusato d'esser ladro di cavalli. Ha citato, con trasporto ispirato tutti i grandi ideali dei padri della patria (nome imbarazzante) per questo stato sempre in imbarazzo. Quand'è che sapranno dire le cose come si dicono alle persone serie, proponendo cose serie perché, sia chiaro, tutta ste festa non è nulla di serio , si sta facendo il cinema sperando che sia un cineforum. Cosa ci vuole a dire che è iniziata male ed è continuata peggio ma che ora siamo qui insieme e c'è da darsi da fare affinchè lo stare insieme sia vantaggioso per tutti. Credo che parlarne seriamente a tutti non sia utile ai fini complessivi, coloro i quali vogliono, possono farlo in privata o nei loro club. Alla tv la ricorrenza dei 150 anni serve per far pubblicità alla RAI che ha diffuso l'italiano e poi qualche altro spot. Altro che festa dell'unità d'Italia, è una grande tristezza. Sbandierano la costituzione da quando hanno potuto aggrapparvisi per non precipitare nel vuoto, non è rilevante che per 50 anni hanno propugnato l'abolizione della proprietà privata( c'è chi lo fa ancora) nonostante sia riconosciuta dalla costituzione (art 42). Io non festeggio, festeggiate voi se vi va











































anche io non festeggio,mi sento come se fossi stato derubato d'una festa,di un momento importante, come se gli ideali fossero vestiti da smettere quando sporchi e non più alla moda,ormai li hanno resi tutti un po' puzzolenti.
Scritto da: Giuseppe Paolo marta | giovedì 17 marzo 2011 a 21:50