Per il maschio è tempo di cominciare a regolarsi. Insidiate le certezze su cui il maschio ha costruito il proprio equilibrio, messo in crisi dalla contestazione del suo ruolo, sfidato da una sensualità femminile che si è leggittimata come proposta di riferimento attraverso il femminismo, disorientato dal suo stesso senso critico posto davanti all'accoglienza delle pari opportunità, dell'equa distribuzione del potere, della condivisione del lavoro e delle responsabilità, l'uomo s'è trovato senza proposte. Un maschio portatore di nulla di positivo, solo artefice di valori deteriori, desueti, antilibertari, discriminanti. Uomo solo portatore di una trascurabile protuberanza che la tecnologia si prefigge di sostituire attraverso più democratiche metodiche che redistribuiscano il possesso a ciascuno di ciò che è suo. Aborto e divorzio strumenti di rivalsa femminile contro l'ordine costituito. Maschi frastornati lasciati all'onanismo. Stanno maturando i tempi per riscoprire i propri spazi, rivalutare il proprio amore, uscire dagli stereotipi machisti nei quali torna difficile identificarsi per vedere in sè ciò è specifico, proponibile, valido e condivisibile. Donne classificate come femministe, autorizzate a credere che la loro libertà è inversamente proporzionale all'affermazione dei valori del maschio, sono ormai superate, svuotate da sè medesime nell'adottare la teoria del conflitto in vece di quella del confronto.
Gli anni settanta sono il periodo della sperimentazione, della trasgressione, del capovolgimento; John Lennon si ritira nel ruolo di madre casalinga mentre Yoko Ono incarna la donna d'affari, dura, spietata, virile. Gli uomini assistono al parto, anche a quello senza dolore. Scoprono "la parte femminile che è in loro", si occupano di ogni minima cosa, se ne occupano a volte anche troppo da vicino (...) lasciando agire la sensibilità, la creatività, il senso del dialogo. gli uomini moderni sono dei padri chiocce alle prese con biberon e pannolini. vogliono anche loro impersonare l'Amore, non più solo la Legge. Vogliono essere madri e non più padri. Donne, non più uomini. (...) Non è la prima volta che l'uomo è tentato di abbandonare il pesante fardello che ha tra le gambe (1)
Il femminismo porta le donne a pensare se stesse in modo sbagliato. Credono erroneamente di non essere deboli, di non avere dunque un'essenza; e quindi di non essere limiti. Le donne sono capaci di fare tutto: queste sono le sciocche rassicurazioni con cui crescono oggi le più giovani. Viene detto loro di considerare la propria forza una debolezza. Prudenza, cautela, moderazione, persuasione, docilità, altruismo sono considerate qualità non degne di... di cosa? Di un uomo assertivo? Di un'entità autonoma? Il femminismo non mostra interesse per la femminilità; lascia le donne prive di una guida, cerca anzi di convincerle che non hanno bisogno di alcuna guida. (2)
Non pensare alla genialità o alla mancanza di intelligenza. Preoccupati soltanto di lavorare sodo, essere perseverante e determinato. Il motto migliore per una lunga marcia è: "non borbottare, fai un altro passo." Il tuo futuro è nelle tue mani. Non esitare a crederlo. Il ragazzo borioso, come l'uomo borioso, non vale niente. E' come un venditore che urla la qualità della sua merce insulsa, è la lattina vuota che fa più rumore rotolando. Sii onesto, leale e gentile. la virtù più difficile da ottenere è la generosità, una qualità che rappresenta il grado più elevato della maturità. Ama il mare, la spiaggia che lo circonda e le sue dune. Mantieni puri il corpo e la mente. (3)
Il maschio (il padre) ha il compito di staccare il figlio dalla madre. Achille rimase vulnerabile solo dove la madre lo trattenne a sè. Nel riscoprire il proprio ruolo riempiendolo di responsabilità e rispetto, si deve sapere che la virilità conduce alla protezione come grande risultato di amore. Riempire di contenuti il termine virilità signifca sconfiggere i facili femminismi radicali nei quali il conflitto di potere pare essere il solo carburante della vita; non è così e va detto. Spetta all'uomo ora insegnare alla donna il valore delle sue regole che nascono dal rischio al quale la responsabilità espone. I tre libri citati sono il segno di una strada da percorrere, ricordando che secondo la teoria di Emmanuel Todd, "la struttura familiare di un paese è il sostrato decisivo delle sue strutture economiche e politiche (1)"
(1) L'uomo maschio, Eric Zemmour, Piemme 2007 - (2) Harvey c. Mansfield, virilità, Rizzoli 2006 - (3) F.T. Bart, da: Conn Iggulden e Hal Iggulden, Il pericoloso libro delle cose da veri uomini, Mondadori 2007











































Non capisco se approvi queste teorie o se stai prendendo per i fondelli chi le ha scritte.La seconda,mi auguro!
Scritto da: niki dicolamia | mercoledì 9 maggio 2007 a 14:11
sono molto dispiaciuto che non sia chiaro il mio pensiero. Non è tanto il fatto del condividerle, le considero come segni di un nuovo giorno, quindi ciò che ti auguri non corrisponde al vero e aggiungo che considero la politicizzazione femminista come negazione della femminilità e invidia del pene (inteso nel senso di potere).
Scritto da: dopobarba | giovedì 10 maggio 2007 a 00:30
Sei poco originale.Copi i compiti degli altri.La storia del pene è ormai superata.
Scritto da: niki dicolamia | giovedì 10 maggio 2007 a 09:32
si, ma non per te
Scritto da: dopobarba | venerdì 11 maggio 2007 a 19:22
Le copi per allora per le donne?..Scherzo, non credo che un libro,due libri,mille libri, per quanto siano ben argomentati, possano far cambiare la vita delle donne in questo momento. Probabilmente alle donne piace l'autodeterminazione e il non essere più confinate in certi status e certe caratteristiche.
Se non piacesse loro lavorare credo starebbero a casa e invece ho la sensazione che tante donne che conosco in questi nuovi ruoli più aggressivi ci si trovino benissimo....non è con i libri, con i paradigmi sociologici, con le teorie degli acculturati che si cambia la vita dellea gente comune. La vita le persone se la cambiano da se con i fatti e i gesti. Le donne, molte donne , quasi tutte le donne, almeno nella società occidentale, sono diverse da quelle che gli autori dei libri da te citati vorrebbero.
Questo- e basta- è un dato di fatto...
Scritto da: francescaxxxx | mercoledì 30 maggio 2007 a 10:24
E' un bel po' che non ti vedevo in giro, è un ritorno o è stata una mia distrazione? Il tuo commento va benissimo e non mi sembra contraddica quello che ho detto io. Io qui non parlo di femmnismo o di contrapposizione ma di autoconsiderazione maschile, di proposta di riscoperta del ruolo maschile per l'uomo. Non credo dovrebbe sembrare una contrapposizione alle donne a meno che non si parli di donne politicizzate ma quelle sono delle fanatiche.
Scritto da: dopobarba | mercoledì 30 maggio 2007 a 10:35
Una tua distrazione caro...aggiorno regolarmente il mio blog
:-)
Gli uomoni ultimamente li vedo tanto confusi e deboli.
Forse i cambiamenti avvenuti li spaventano?Li fanno sentire senza un ruolo?
Credo che nel mondo c'è posto per tutti, non si dovrebbero fare tutte queste differenze di genere. Ci possono essere uomini assertivi e donne aggressivi l'importante è che ognuno sappia seguire se stesso. Le caratterisitche dovrebbero essere mixate..
Scritto da: francescaxxxx | mercoledì 30 maggio 2007 a 11:17
Non esiste un rapporto se non c'è un ruolo, il ruolo è fondamentale, tu devi fare la tua parte io la mia, fuori da questo c'è il nulla. L'equilibrio poi ogniuno trova il proprio. Nel mio post ho accennato al fatto che achille rimase vulnerabile solo laddove la madre lo aveva trattenuto a sè, il tallone; per citare un esempio dei ruoli, quello del padre è anche di staccare il figlio dalla madre per renderlo vivo. Ti pare poco? Il ruolo della protezione ti pare inutile? Certo non sempre riusciamoa fare queste cose, ma queste cose sono quelle che ci competono, cosa compete a voi?
Scritto da: dopobarba | mercoledì 30 maggio 2007 a 11:27