Pare che dialogare sia divenuto impossibile, pare che ogni cosa si attorcigli su se stessa secondo gabbie tematiche costanti. Il ragionamento o l'incontro si infrange sulle nostre chiusure mentali, schemi ideologici da difendere come fossero la nostra identità, senza avvedersi che non comunicando si nega la propria identità. E' vero che dialogare e cercare la verità è "lo sforzo", intellettuale e fisico che le pigrizie mentali ci invitano costantemente a disertare. Occorrono idee, idee sulle quali appoggiare la riflessione, la partenza. Si devono introdurre punti di chiarezza per poterli proporre e forse condividere. Argomenti di chiusura sono facili da strutturare perchè più facili da perseguire e perchè soddisfano quelle pigrizie mentali che ciascuno coltiva dentro di sè. Allora ci si può rifare alla scienza o alla fede per ingaggiare scontri, non inutili ma alimentati dal desiderio di affermare le differenze con lo scontro più che del trovarsi. La scienza non è punto di incontro se usata come grimaldello per lacerare tutto ciò che con essa non si sa raggiungere. La scienza è di pochi ma ciò che indaga è di tutti, tuttavia è un appetitoso posto di potere per chi scienziato non è ed è pronto a tradirla. "Non potrebbe esservi scienza senza la certezza intuitiva che è possibile cogliere la realtà con le nostre costruzioni teoriche, senza la fede nell'armonia intrinseca del mondo. questa fede è e rimarrà sempre la spinta fondamentale per tutta la creazione scientifica" . Questa fede con la f minuscola rappresenta ciò che tutti possiamo toccare dentro di noi, il senso comune, Questo senso comune non va mai tradito perchè è la rete che ci unisce, è segno dell'armonia tra di noi. Individuare le violazioni significa essere pacifisti, umanisti, colti, leali, coerenti, cosmopoliti, illuminati perchè significa non tradire sè stessi. Seguo con attenzione la fondazione Liberal, quella di Adornato, molto bello anche l'ultimo numero con un omaggio agli 80 anni del Papa e con un' interessantissima sezione sull'Europa Gramsciana come fantasma anticristiano. La fondazione Liberal, a proposito di quello che dicevo prima, propone un bel programma ideale :
Sul piano teorico la Fondazione liberal ha sempre visto nel liberalismo americano e non in quello illuministico francese, nella Costituzione di Filadelfia e non in quella giacobina di Parigi, il vero presidio dell’umanesimo liberale e della libertà.
Madison, Jefferson, Tocqueville sono maestri di libertà più sicuri e affidabili che non Rousseau, Saint Just o Robespierre.
L’idea di una ragione con la minuscola, consapevolmente sperimentale e fallibile, strumento di ogni donna e uomo, sorella del buon senso da un lato e della fede dall’altro, ci appare assai più sicura e affidabile di una Ragione con la maiuscola che pretende di ergersi sopra ogni coscienza, avendo nello Stato e nella Scienza i due guardiani assoluti di un potere che inevitabilmente finisce per schiacciare il primato della persona nella società che è l’orizzonte primo e ultimo di ogni pensiero liberale. Conseguentemente, abbiamo sempre apprezzato e apprezziamo la filosofia pubblica americana assai più di quella continentale europea figlia della rivoluzione francese.
La Fondazione liberal si è impegnata e si impegna per l’innovazione nel rapporto tra chi crede e chi non crede. Nel superamento dei vecchi steccati tra cattolici e laici, nel superamento della sindrome di Porta Pia in nome di un nuovo e fecondo dialogo. La nostra consapevolezza è che la vera sfida oggi non è quella tra guelfi e ghibellini, tra clericali e liberali come molti ancora si ostinano a credere. La vera sfida oggi è tra i liberali, cattolici e laici, che ancorano il loro pensiero e la loro azione a un principio di verità e all’idea di un bene comune e tra i non-liberali che viceversa la imprigionano in un vuoto di verità. Che legano quindi la libertà alla liceità che tutto può e dunque, infine, si condannano al nichilismo. Questa è oggi la principale sfida antropologica, culturale, politica.
il mondo laico non è mai stato capace di superare la “sindrome di Porta Pia” restando sempre fermo ad una sorta di conformismo anticlericale ed elaborando, soprattutto dopo gli anni Sessanta del secolo scorso, una sorta di “filosofia progressista dei diritti” secondo la quale il benessere di una democrazia è direttamente proporzionale all’estensione di ogni tipo di diritto individuale considerando priva di fondamento l’esibizione di ogni tipo di diritto legato alla tradizione della comunità o alla salvaguardia della specie. Per noi progresso si dà, invece, quando una società riesce a trovare un soddisfacente equilibrio tra i diritti dell’individuo, quelli della comunità e quelli della specie.
Credo proprio che una proposta così possa appassionare molti, senza che sentano impoverite o messe a rischio le loro intime convinzioni. Bisognerebbe far morire di invidia coloro che se ne stanno astiosi ad annusare il proprio fiele.











































Dunque diritti sì ma con juicio? O discrimine? O parziali e soggettive selezioni? Io ci metterei anche qualche limite alla proprietà (eh beh). Dell'aria(ovvio), dell'acqua (toh?) della terra (e lo so, Bum!!)
O perlomeno, nel caso della terra,(siamo buoni) l'impedimento ai millenari passaggi ereditari. Per impedire anacronistiche rendite di posizione di una discendenza indegna e debosciata; per favorire l'intraprendenza e l'ingegno ed i talenti umani ora e qui; per il fattuale miglioramento della specie.
Una qualche ragione (minuscola , per carità) ci sarebbe per rendere più giusto e compatibile lo sviluppo contemporaneo nostro.
Al pensiero che Cina ed India ed Africa (convertite al nostro liberalismo, certo) raggiungano i nostri standar di "progresso" vengono i brividi.
Credo ci sia tanto da fare.
ciao
Scritto da: oximor | domenica 29 aprile 2007 a 12:07
Oximor, non riesco a vedere l'Africa se non come un alibi, un romanticismo anestetizzante. Prima dell'africa c'è la verità o il succedaneo tavor (ci sono prodotti migliori più recenti con risultati più soddisfacentui).
Scritto da: dopobarba | martedì 1 maggio 2007 a 00:09